Conformità alle normative UE: ESPR, DPP, ECGT e D.Lgs. 30/2026
Le nuove normative UE stanno accelerando la transizione verso modelli di economia circolare. I prodotti sono infatti oggi soggetti a un quadro normativo articolato che ne regola qualità, sicurezza e impatti socio-ambientali. Un quadro destinato ad ampliarsi ulteriormente nei prossimi anni.
Anticipare queste richieste è fondamentale per non farsi cogliere impreparati e prevenire extra costi.
Le principali direttive e regolamenti che definiscono la tracciabilità e la circolarità dei prodotti, e a cui le aziende devono adeguarsi, includono:
- Empowering Consumers Directive: in vigore da settembre 2026 mira a proteggere i consumatori da pratiche commerciali ingannevoli e greenwashing, garantendo informazioni chiare e veritiere sulla sostenibilità e durabilità dei prodotti per favorire scelte d'acquisto consapevoli
- ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation): stabilisce i requisiti di ecodesign da rispettare dal 2026 per quasi tutte le categorie di beni fisici immessi sul mercato UE.
- Digital product passport: introduce dal 2027 una carta d'identità digitale che dovrà fornire ai consumatori informazioni su tracciabilità, sostenibilità e conformità legale del prodotto.
- EUDR (European Deforestation-free products Regulation): dal 2027 vieta l'immissione sul mercato di prodotti (come caffè, cacao, legno, soia) collegati alla deforestazione.
- PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation): a partire da agosto 2026 mira a ridurre i rifiuti di imballaggio, promuovere l'economia circolare attraverso il riuso e riciclo e armonizzare le norme UE entro il 2040.
Il rischio? Che questi obblighi normativi, affrontati solo in ottica di compliance, diventino un costo. L'opportunità? Affrontare con approccio strategico la sostenibilità del prodotto integrando gli obblighi normativi con la propria strategia di business e trasformandoli in una leva per generare valore.
Creare valore sul mercato e innovazione di prodotto
Evolvere con un approccio strategico sul medio e lungo termine aiuta le aziende a lavorare meglio non solo in ottica normativa: permette di portare innovazioni e realizzare processi che generano valore sul mercato.
Nessuna azienda si lamenterebbe di aver investito nell'apertura di una fabbrica: è un'infrastruttura che genera prodotti e, con essi, profitti. Allo stesso modo, investire in ottica di ecodesign e economia circolare contribuisce a:
- Prendere decisioni basate su dati certi e all’interno di una strategia integrata al piano industriale, riducendo incertezze e migliorando il ROI.
- Creare processi più efficienti, riducendo sprechi e migliorando i risultati economici.
- Sperimentare materiali e processi a minore impatto, che inoltre permettano di prevenire interruzioni o shock della catena di fornitura.
- Comunicare il proprio impegno in conformità con la legge: le aziende con piani di evoluzione strutturati potranno raccontare le proprie performance di sostenibilità sul mercato senza timore, ottenendo un rilevante vantaggio competitivo.
- Migliorare le condizioni di lavoro della catena di fornitura e favorire la crescita delle competenze, con ricadute economiche e sociali positive.
Migliorare l’impatto ambientale e sociale dell’intera azienda
Lavorare sullo sviluppo sostenibile del prodotto non è mai un'attività isolata: è l’inizio di una trasformazione più profonda e sistemica che, quasi inevitabilmente, si propaga all'intera organizzazione. Quando un'azienda si interroga sull'impatto ambientale e sociale dei propri prodotti (dalla scelta delle materie prime, al design, alla supply chain, fino al fine vita) inizia presto a evolvere i processi, i modelli logistici, la catena del valore e persino le metriche con cui misura il successo. Riprogettare un packaging significa ripensare la filiera; ridurre le emissioni legate alla produzione significa coinvolgere i fornitori in percorsi di miglioramento condivisi; misurare l'impronta di un prodotto significa dotarsi di strumenti di rendicontazione che diventano patrimonio dell'intera azienda. In questo senso, la sostenibilità di prodotto funziona come un motore di cambiamento progressivo: parte da un perimetro tangibile e misurabile, costruisce competenze, crea linguaggi comuni tra funzioni diverse e genera quella cultura della responsabilità che, nel tempo, permea la strategia, la governance e l'identità stessa dell'organizzazione.