16 anni di consulenza in sostenibilità · 500+ organizzazioni accompagnate · Esperienza su CSRD, ESRS e Voluntary Standard

in partnership con Greenly

CSRD 2028: il report lo faranno tutte. In poche con un vantaggio.

L'Omnibus ha rivisto la CSRD: meno aziende in scope, meno dati, più spazio per le scelte che contano. Resta una cosa che non cambia: partire prima fa la differenza tra subire un adempimento e usarlo come leva di valore. Per farlo, ti supportiamo su tre fronti:

  • Coinvolgere le persone che decidono, non solo chi raccoglie i dati;
  • Trasformare i dati in scelte e azioni, oltre la disclosure;
  • Rendere la tua azienda autonoma costruendo processi e governance.

Un approccio che abbiamo già applicato con OVS, Italcer, Irinox, Kiton e tante altre aziende.

20+Progetti di reportistica dall'introduzione della CSRD (ESRS, DMA, VS)
10+Report di sostenibilità redatti l'anno, dal 2015
8+Settori, dalla moda alla ceramica, dall'industria al food & beverage
Premio Bilancio di Sostenibilità Corriere della Sera & BBS (Report OVS)
Tre convinzioni

Tre convinzioni per valorizzare il tuo percorso CSRD.

Un report ti mette in regola. Non cambia il modo in cui il tuo CFO guarda al rischio clima, non dice al direttore operazioni dove la filiera è esposta, non dà al board la sicurezza di decidere sui propri numeri. Il valore dunque è ciò che resta dopo in azienda. Da qui nascono le tre convinzioni che guidano il nostro metodo.

01

Le tue persone non sono una fonte dati. Sono chi decide.

La CSRD tocca strategia, prodotto, filiera e finanza. Ti aiutiamo a portare nella stessa stanza le persone giuste, dal top management alle diverse funzioni, per ragionare su rischi, costi e scenari a cinque anni. Il valore sta in ciò che le persone capiscono attraverso questi workshop: dove il business è esposto, dove nascono opportunità, come cambieranno mercati e regole. La doppia materialità diventa così il momento in cui si mettono a fuoco le priorità e si gettano le basi per l'evoluzione futura.

02

Saprai raccogliere i dati. Soprattutto, saprai cosa farci.

Misurare è il punto di partenza, e con un approccio science-based ti aiutiamo a costruire dati di qualità e tracciabili. Ma il vero valore sta in cosa quei dati ti permettono di decidere. Per questo ti supportiamo con competenza specialistica: ingegneri dei materiali per l'economia circolare, biologi per la biodiversità, fino agli esperti che lavorano con le filiere nazionali e globali. Ti aiutiamo a tradurre ogni tema in policy e target credibili, e per gli ESRS materiali ti offriamo percorsi specifici di evoluzione perfezionati in 16+ anni.

03

Lavoriamo per rendere la tua azienda autonoma. Anche a costo di non scrivere più il report insieme.

Il traguardo è metterti in condizione di rendicontare da sola, per questo andiamo oltre la consegna di un documento. Ti aiutiamo a costruire gli elementi che restano in azienda: una lettura chiara dello scenario; il processo di rendicontazione, con ruoli e responsabilità definiti; gli strumenti per la raccolta dati e l'infrastruttura che li tiene insieme; le competenze delle persone che se ne occuperanno. Sistemi e saper fare che, anno dopo anno, liberano energie e tempo per la tua evoluzione.

Esplora i casi studio →
Quattro criteri

Cosa include un percorso CSRD efficace.

Quattro criteri distinguono un percorso CSRD efficace. Usali per valutare le proposte che stai considerando.

Un team senior che resta al tuo fianco, dall'inizio alla fine

Assicurati di avere un team senior al tuo fianco per tutto il progetto, dall'avvio fino all'ultima riga del report. E soprattutto che trasmetta competenze ed esperienza al tuo team interno, contribuendo alla sua crescita.

Report e comunicazione conformi a ECGT

L'ECGT è la direttiva europea contro il greenwashing: ridefinisce le regole della comunicazione ambientale delle imprese, ogni affermazione ambientale va resa chiara, verificabile e dimostrata. Assicurati in anticipo che il tuo report e la tua comunicazione siano conformi a ECGT.

Una visione strategica integrata, al posto di singoli progetti scollegati

Ingaggio fornitori, strategia di sostenibilità, raccolta dati, progettualità verticali, normative ESG, decarbonizzazione: tutto deve essere parte di un unico disegno. L'obbligo diventa l'occasione per affinare la strategia di sostenibilità e connetterla davvero al piano industriale.

Un report per ‘umani’

I sustainability statement CSRD sono indirizzati agli investitori e agli strumenti di intelligenza artificiale. Accertati che sia prevista anche una versione del report pensata per la tua rete ‘umana’: breve, leggibile e comprensibile per le tue persone, consumatori, partner, istituzioni e organizzazioni non governative.

Metodologia

Il percorso CSRD con NATIVA, in sei step.

Un sistema di moduli collegati che si rafforzano a vicenda, dall'impostazione al report. Ecco cosa attiviamo, passo dopo passo.

01

Definizione scope e team

Insieme definiamo le entità in scope, le business line e il team di progetto. Stabiliamo il perimetro e allineiamo le responsabilità prima di partire, così eviti rilavorazioni costose nei mesi successivi.

02

Analisi di doppia materialità

Dall'analisi di contesto, della catena del valore e degli stakeholder alla valutazione inside-out (i tuoi impatti) e outside-in (i rischi finanziari, in euro). È il cuore strategico: definisce cosa rendicontare e su cosa concentrare la strategia.

03

Data governance & readiness

Gap analysis, disegno della raccolta dati e matrice di responsabilità (RACI). Rende il dato affidabile, tracciabile e ripetibile: la base dell'autonomia e della tenuta in assurance.

04

Tassonomia UE & rischi climatici

Allineamento di ricavi, CapEx e OpEx alla Tassonomia UE, verifica del Do No Significant Harm, valutazione dei rischi climatici fisici e di transizione, piano di adattamento. Qui i numeri della sostenibilità incontrano direttamente quelli del piano industriale.

05

CSRD Report

Data collection, controllo qualità, tagging XBRL — vi teniamo pronti per quando diventerà operativo, nonostante sia sospeso in attesa delle norme tecniche attuative — e preparazione alla limited assurance. Il report che soddisfa pienamente i requisiti normativi e regge la verifica del revisore.

06

Report for Humans

Una versione del report pensata per essere letta davvero da clienti, talenti, investitori e stakeholder. Perché la trasparenza diventi reputazione e non resti un file XBRL chiuso in un cassetto regolatorio.

Piattaforma

Greenly: la piattaforma #1 per trasformare i dati in asset.

La CSRD mette in moto una grande mole di dati: doppia materialità, emissioni, filiera, tassonomia. Per tenerli in un sistema unico e renderli utili oltre il report, integriamo Greenly, la piattaforma numero uno in Europa per carbon ed ESG, con oltre 3.500 clienti in 20 paesi. La scegliamo per la visione condivisa della transizione orientata all'impatto (non a caso siamo entrambe B Corp) e perché si adatta a ogni livello di maturità aziendale, da chi parte oggi a chi ha già processi consolidati.

Tutto quello che la CSRD richiede in un'unica piattaforma

Doppia materialità, GHG accounting, LCA e report CSRD in un unico sistema, integrato con i gestionali che già usi, con setup rapido su template e flessibilità per adattarsi a settore e struttura di ogni azienda.

Dati primari di filiera, non proxy di spesa

La CSRD ti chiede di guardare lungo la catena del valore: con il dato reale dei fornitori il Procurement diventa proprietario dello Scope 3, invece di un reparto che riceve un report a cose fatte.

Libera il tempo delle persone

In un mondo dove tecnologia e AI automatizzano il misurabile, le persone possono concentrarsi su strategia e valore: la piattaforma assegna i compiti e raccoglie i dati, liberando tempo per ingaggiare e formare le persone su scelte strategiche e temi materiali.

Output audit-ready e riconosciuti sul mercato

Interoperabile con GRI, TCFD, ISSB, EcoVadis e CDP, con tracciabilità nel tempo. Rating 4,8/5 su G2 e Capterra, 100% audit SBTi validati. I numeri della compliance sono quelli che puoi portare davanti a banche, assicuratori e investitori.

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Clienti

Aziende che hanno già scelto il nostro supporto sulla CSRD, reportistica volontaria o DMA.

Storie di evoluzione

Storie di evoluzione, non solo report.

Aziende diverse, uno stesso risultato: un percorso di rendicontazione che genera valore per l'impresa, oltre al report.

OVS

Un percorso CSRD completo, dal set up all'autonomia crescente

Il contributo di NATIVA è stato fondamentale, soprattutto nella fase iniziale dell'analisi di materialità: una lettura approfondita e competente, che ci ha permesso di condurre una doppia materialità a un livello che in pochi raggiungono. È stato l'elemento di valore aggiunto in assoluto.

Simone Colombo · OVS
Head of Corporate Sustainability
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Italcer Group

Confrontarsi in anticipo con la CSRD e gli ESRS

Siamo rimasti colpiti dall'approccio di co-progettazione di NATIVA, dalla sua visione innovativa e persino disruptive. Avevamo bisogno di un partner che comprendesse la complessità della materia, andando oltre il semplice ‘compitino’: un supporto strategico per qualunque realtà.

Ilaria Patri · Italcer Group
Head of Group Legal, Compliance & Internal Audit
Leggi il caso →
Tre verità

Tre verità su un percorso CSRD che cambiano le tue priorità.

Conviene iniziare nel 2026, anche se il report è nel 2028. Il valore non si crea quando pubblichi: si crea nei mesi di preparazione. Doppia materialità, gap analysis e disegno della data governance sono i mesi in cui governance, processi e cultura aziendale evolvono. Arrivare al 2028 con le fondamenta già posate significa pubblicare con serenità invece di rincorrere; arrivarci all'ultimo significa perdere la parte strategica del percorso.
Quello che la norma ti fa misurare, banche e assicurazioni lo prezzano già. Il rischio ambientale è già nelle valutazioni finanziarie, prima ancora dell'obbligo di rendicontare. Le banche lo pesano sul costo e sulla disponibilità del credito: le linee guida EBA, operative da gennaio 2026, chiedono di valutare l'esposizione ESG di ogni debitore, e la BCE ha introdotto un fattore clima sul collaterale. Le assicurazioni riducono la copertura proprio sui rischi climatici, di filiera e ambientali che la doppia materialità ti porta a identificare.
Rischi e opportunità non aspettano il 2028. Mercati che si muovono in fretta, instabilità geopolitica, regole che cambiano: i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità emergono e si spostano rapidamente. L'analisi di contesto e la doppia materialità ti danno il radar per vederli prima, dove il business è esposto e dove si apre uno spazio da cogliere. Chi ha già fatto questo lavoro reagisce in giorni, non in mesi.

La tabella di marcia

I tempi: dove sei oggi, dove devi arrivare nel 2028.

Con l'Omnibus lo scope si è ridotto e l'effort operativo è diminuito, ma le finestre temporali del percorso restano strette. Per pubblicare nel 2028 le fondamenta vanno posate nei diciotto mesi precedenti.

Tre tappe verso il 2028

  • 2026 · Le fondamentaSet-up, doppia materialità, disegno della data governance. È l'anno strategico: scegli cosa rendicontare e prepari l'infrastruttura. Il valore del percorso si costruisce qui.
  • 2027 · La raccolta datiImplementazione dei sistemi di raccolta, primo ciclo dati completo (FY2027), gap closing. È l'anno in cui il processo diventa pienamente operativo: ogni mese i dati arrivano, vengono controllati e migliorano in qualità.
  • 2028 · Il reportRedazione del primo CSRD Report (sui dati FY2027), tagging XBRL, limited assurance, Report for Humans. Il risultato si pubblica con serenità e senza stress.
Domande frequenti

Le domande più frequenti sulla CSRD.

Chi è soggetto alla CSRD nel 2028 (Wave 2)?
Le aziende che, dopo il Pacchetto Omnibus, superano entrambe le soglie: più di 1.000 dipendenti in media nell'esercizio e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto. Il primo report si pubblica nel 2028 sui dati dell'esercizio 2027.
Cos'è la doppia materialità?
È il principio che ti chiede di valutare i temi di sostenibilità da due prospettive: inside-out (gli impatti che la tua azienda ha su persone e ambiente) e outside-in (i rischi e le opportunità finanziarie che i temi di sostenibilità rappresentano per la tua azienda, quantificati in euro). Solo i temi materiali secondo almeno una delle due prospettive entrano nel report.
Cosa cambia con il Pacchetto Omnibus?
In sintesi: scope ridotto (soglie più alte, meno aziende obbligate), datapoint obbligatori semplificati e ridotti, struttura ESRS resa più snella. L'effort operativo cala in modo significativo, l'orizzonte strategico resta.
Cos'è la limited assurance e perché conta?
È il livello di verifica esterna richiesto sul report CSRD: un revisore indipendente verifica che i dati e le dichiarazioni siano affidabili. Significa che il report deve essere audit-ready fin dalla progettazione — non si può aggiustare a posteriori.
La CSRD riguarda anche la mia catena di fornitura?
Sì. La doppia materialità e diversi ESRS ti chiedono di guardare oltre i confini aziendali, lungo la value chain. Per questo l'engagement strutturato dei fornitori critici e gli strumenti di raccolta dati lungo la filiera sono parte integrante di un percorso CSRD ben fatto.
Che differenza c'è tra CSRD e GRI?
Il GRI è uno standard volontario, internazionale, focalizzato sulla rendicontazione di impatto (inside-out). La CSRD è una direttiva UE obbligatoria, con standard propri (ESRS) che chiedono doppia materialità (inside-out + outside-in), audit e tagging digitale (XBRL). Per chi aveva già un report GRI il salto è significativo ma gestibile, soprattutto sulla governance del dato.
Esiste un'alternativa volontaria per le aziende non obbligate?
Sì: il Voluntary Standard (VS), adottato dalla Commissione il 3 luglio 2026 e in attesa di pubblicazione in Gazzetta, evoluzione del VSME di EFRAG. È rivolto a tutte le imprese fino a 1.000 dipendenti (quindi non solo PMI) ed è anche il riferimento del ‘value chain cap’: definisce il massimo che clienti e banche soggetti a CSRD possono chiederti.

Il prossimo passo

Il 2028 arriva comunque. Decidi tu come arrivarci.

Puoi affrontare la CSRD come un costo da minimizzare, oppure come l'occasione per rendere la sostenibilità una leva di business e la tua azienda autonoma nel gestirla. Noi sappiamo da che parte stare.

IL NOSTRO IMPATTO PER LE AZIENDE

LE BENEFIT UNIT

Il geyser di H O T W A T E R
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Unit per la strategia, l'innovazione e l'implementazione di modelli di sostenibilità.

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