Agrumaria: dalla misurazione all’azione su strategia, clima e filieraChi è AgrumariaMisurare per trasformareNet Zero: dall'impresa al prodottoSupply Chain Co-Evolution: la filiera come sistema da far evolvereDue Paesi, una strategiaVuoi iniziare il tuo percorso di evoluzione sostenibile?

Agrumaria: dalla misurazione all’azione su strategia, clima e filiera

2026

Chi è Agrumaria

Agrumaria è un’azienda italiana fondata nel 1985, specializzata nella lavorazione degli agrumi. Con una storia familiare giunta alla terza generazione, l’azienda opera oggi come un gruppo industriale strutturato con una forte vocazione internazionale, offrendo ingredienti e soluzioni su misura per i settori della Nutrizione, della Cosmetica e dei Flavour & Fragrance.

Agrumaria impiega oltre 300 persone tra Italia ed Egitto e gestisce due stabilimenti produttivi - uno in Calabria e uno in Egitto - garantendo continuità produttiva e affidabilità della filiera lungo tutto l’anno, con più di 160 giorni all’anno di lavorazione degli agrumi. L’azienda è supportata da uffici commerciali nei principali mercati mondiali, tra cui Algeri, Atlanta, Il Cairo, Dubai, Francoforte, Grasse, Nairobi e Uttar Pradesh (Noida, New Delhi).

Le sue attività si articolano in quattro categorie di prodotto integrate - succhi e specialità di frutta, oli essenziali e derivati, aromi ed estratti e soluzioni integrate a base di frutta - al servizio dei settori Food & Beverage, Flavour & Fragrance e Cosmetico. La R&S è un asset strategico: i team interni si dedicano allo sviluppo di nuove formulazioni, ingredienti e soluzioni su misura, allineate alle esigenze dei clienti e ai trend globali di mercato, con una qualità di prodotto garantita da controlli rigorosi e dalla conformità agli standard internazionali.

Nel 2023 Agrumaria ha avviato, insieme a NATIVA, un percorso strutturato per integrare la sostenibilità nella propria strategia di business: una strategia fondata sulla misurazione dell’impatto e costruita su quattro pilastri - persone, comunità, catena del valore, ambiente.

Misurare per trasformare

Ogni trasformazione strutturale parte dalla misurazione. Nel 2023, Agrumaria  ha analizzato le proprie performance attraverso il B Impact Assessment di B Lab, uno strumento che ha restituito una fotografia precisa del profilo d’impatto aziendale: governance e relazione con i clienti come punti di forza, ambiente, comunità e supply chain come aree su cui concentrare gli interventi. Da questa lettura è nato un piano di miglioramento distribuito su tre anni, che ha tradotto la sostenibilità in un’agenda operativa con responsabilità, scadenze e indicatori definiti.

Nel 2025 il percorso è proseguito con la prima analisi di doppia materialità, condotta secondo la metodologia prevista dagli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che ha coinvolto management, fornitori, clienti e dipendenti nella valutazione dei temi più rilevanti — sia sul fronte degli impatti generati sia su quello dei rischi e delle opportunità finanziarie — facendo emergere una gerarchia di priorità sui temi di sostenibilità che oggi orienta le scelte strategiche dell’azienda.

A febbraio 2025, Agrumaria  è diventata Società Benefit: una scelta che ha dato forma giuridica al modello di gestione costruito, vincolando la governance al perseguimento della doppia finalità, economica e di impatto.

Net Zero: dall'impresa al prodotto

Ridurre l’impatto climatico di un’azienda richiede innanzitutto sapere da dove partire. Nel 2024, NATIVA ha accompagnato Agrumaria  nella prima misurazione completa delle proprie emissioni di CO₂, dalle attività dirette negli stabilimenti a quelle generate da fornitori e clienti.

Il risultato ha chiarito dove concentrare gli sforzi. Il 97% delle emissioni non nasce dall’interno, ma dalla filiera, soprattutto dall’acquisto di ingredienti come succhi concentrati, agrumi e additivi, che da soli superano la metà del totale. Le attività dirette - energia, carburanti, riscaldamento - pesano appena il 2%. Una proporzione che ha ridisegnato le priorità: il cambiamento più significativo non passa dagli stabilimenti, ma da come e cosa si acquista.

Da questa consapevolezza è nato un piano con obiettivi definiti: ridurre del 46% le emissioni dirette (Scope 1 e 2) entro il 2030 e del 90% le emissioni totali, incluse quelle della filiera, entro il 2050. I primi interventi si sono concentrati sull’energia, dove i risultati potevano arrivare più rapidamente. Un impianto fotovoltaico copre oggi tra il 20 e il 25% del fabbisogno energetico degli stabilimenti, mentre il restante proviene al 100% da fonti idroelettriche certificate. Il risultato è che le emissioni legate all’energia elettrica acquistata sono oggi pari a zero. Nel 2025 l’azienda ha mantenuto il 100% di elettricità rinnovabile o a basse emissioni di carbonio e ha ottenuto un punteggio B nel CDP Climate Change (categoria PMI).

L’avvio della misurazione ha fatto crescere la consapevolezza all’interno dell’azienda e ha messo in moto il lavoro di trasformazione. Il segnale più significativo è stata la riduzione dell’intensità carbonica: nel 2025 le tonnellate di CO₂e generate per ogni milione di euro di fatturato sono scese a 474 (location-based; 465 market-based), in calo del 46% rispetto al 2024, mentre l’intensità per dipendente si è attestata a 413 tCO₂e, in diminuzione del 34% su base annua. Agrumaria continua quindi a crescere emettendo meno, disaccoppiando, almeno in termini relativi, la crescita economica dall’impatto ambientale.

Lo stesso rigore di misurazione si estende oggi anche al prodotto, con l’analisi dell’impronta carbonica di 10 prodotti principali secondo lo standard ISO 14067, affiancata da una valutazione strategica del ciclo di vita (sLCA). La misurazione considera l’intero ciclo di vita, andando oltre il perimetro d’impresa e identificando quali ingredienti e processi incidono di più sull’impatto finale dei prodotti, un livello di dettaglio che orienta le scelte di sviluppo interno e risponde alla richiesta sempre più concreta dei clienti di conoscere l’impatto ambientale di ciò che acquistano.

Supply Chain Co-Evolution: la filiera come sistema da far evolvere

Se la misurazione delle emissioni ha mostrato dove si concentra l’impatto, la filiera è il luogo dove quell’impatto prende forma. La qualità degli ingredienti di Agrumaria  dipende da una rete di partner che va dai produttori locali agli interlocutori internazionali, ed è proprio qui che si gioca la parte più rilevante del processo di decarbonizzazione - ma non solo. Le condizioni di lavoro, le pratiche agricole e la tracciabilità dei materiali sono temi che attraversano tutta la catena del valore e che la doppia materialità ha confermato come prioritari.

Il lavoro è partito nel 2024 con l’utilizzo dello strumento proprietario NATIVA SCAIT (Supply Chain Assessment & Improvement Tool) per un’analisi strategica che ha mappato dipendenze, rischi e opportunità lungo tutta la filiera. Da quella mappatura, nel 2025 sono nati gli strumenti operativi: un Codice di Condotta per i fornitori con criteri espliciti su standard sociali e ambientali, e un sistema per valutarne le performance nel tempo.

Due Paesi, una strategia

A fine 2024 Agrumaria  ha compiuto un ulteriore passo verso l’internazionalizzazione e una maggiore resilienza della filiera, estendendo i propri processi produttivi in Egitto, Paese chiave per la fornitura di agrumi. Così facendo è entrata in un contesto produttivo nuovo, diverso da quello italiano: una nuova filiera agricola da conoscere, nuove persone da coinvolgere, nuove pratiche da costruire. Non una delocalizzazione, ma un’estensione diretta, con la stessa complessità del lavoro svolto in Italia. Per questo il percorso di sostenibilità sul sito egiziano è partito dalle persone. Insieme a NATIVA, Agrumaria  ha avviato il percorso attraverso tre giorni di workshop interattivi e training in presenza che hanno coinvolto tutta l’azienda, per condividere il linguaggio, il senso e le priorità della strategia di sostenibilità.

Da lì, il lavoro continua: costruire consapevolezza giorno per giorno ed estendere progressivamente al sito egiziano le stesse direttrici seguite in Italia - misurazione, decarbonizzazione, evoluzione della filiera.

“Intraprendere con NATIVA il percorso verso la Società Benefit e la certificazione B Corp ha significato trasformare i valori della storia familiare di Agrumaria in un impegno concreto e misurabile. È un cammino che mette le persone, l’ambiente e le comunità al centro del nostro modo di fare impresa, con una visione di lungo periodo rivolta alle prossime generazioni.” — Fresia Messi, Sustainability Expert, Agrumaria

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