Dalla legge pionieristica italiana al modello “Benefit Cities”: la Capitale guida la trasformazione dei territori
2026

Roma capitale delle Società Benefit: +30 % in due anni
Dieci anni fa l’Italia diventava il primo Paese al mondo a introdurre le Società Benefit nel proprio ordinamento nazionale. Oggi, a distanza di un decennio, quel modello evolve e trova nei territori la sua piena espressione. Tra questi, Roma emerge come uno dei casi più avanzati a livello nazionale, candidandosi a diventare un laboratorio europeo dell’economia a impatto.
È quanto emerge dall’evento “Benefit Cities: un modello di sviluppo sostenibile dei territori”, promosso dall’Assessorato alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione degli Investimenti di Roma Capitale e NATIVA presso l’Acquario Romano, che ha acceso i riflettori su un’esperienza unica in Italia: quella di Roma Impresa Comune.
In soli due anni, il programma ha coinvolto oltre 300 imprese del territorio e accompagnato più di 100 aziende nella trasformazione in Società Benefit, contribuendo a una crescita del +30% nella provincia di Roma. Oggi sono 624 le Società Benefit attive sul territorio romano, rendendo la Capitale una delle aree più avanzate del Paese. Un risultato che segna un cambio di paradigma nel rapporto tra istituzioni e imprese, con la Pubblica Amministrazione sempre più nel ruolo di attivatore di ecosistemi.
“Le città sono oggi uno dei luoghi in cui si gioca la qualità dello sviluppo economico, sociale e ambientale dei prossimi anni. Roma ha scelto di non limitarsi a regolare i processi economici, ma di creare le condizioni perché l’innovazione si sviluppi, favorendo la collaborazione tra imprese, ricerca, territorio e società civile”, ha dichiarato Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione degli Investimenti di Roma Capitale. “Roma Capitale ha già previsto di continuare a supportare le imprese nella transizione verso modelli di sostenibilità fino almeno al 2029: è un impegno strutturale, non una stagione di sperimentazione. L’obiettivo è rendere lo status di Società Benefit la nuova normalità per le imprese romane, e offrire ad altre città italiane un modello codificato e replicabile”
Il modello romano si fonda su un approccio innovativo: la Pubblica Amministrazione come costruttore di ecosistema, capace di accompagnare le imprese con formazione, strumenti operativi e occasioni di networking, con lo scopo di supportare le aziende, ma anche di guidare la creazione di impatto positivo che si allarga al territorio, ai suoi quartieri e comunità, attivando una rete che oggi coinvolge associazioni di categoria, professionisti e grandi aziende.
“A dieci anni dalla loro introduzione in Italia, le Società Benefit sono protagoniste di una trasformazione nel panorama imprenditoriale. Secondo la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit oggi sono quasi 6000, con un'incidenza del 2,2% tra le grandi imprese. Nel periodo 2022–2024 hanno registrato una crescita del fatturato superiore a quella delle imprese tradizionali (+14,6% contro +5,3%) e una maggiore capacità di creare occupazione: il 63% ha aumentato il proprio organico, contro il 48% delle altre imprese. Inoltre, hanno riconosciuto in media 3000 euro in più alle persone, redistribuendo valore anche in una fase di forte inflazione. Il modello Società Benefit è oggi uno strumento concreto per ripensare il tessuto economico di interi territori in termini di impatto e innovazione . Roma Capitale ha saputo cogliere questo valore, costruendo un ecosistema destinato a ispirare molti altri territori nei prossimi anni”, ha dichiarato Paolo Di Cesare, co-founder di NATIVA, che ha contribuito a introdurre la legge sulle Società Benefit nel 2016.
Una visione condivisa anche dal Presidente ANCI Gaetano Manfredi, che ha sottolineato il ruolo strategico delle città nella transizione: “Solo da una grande alleanza tra azione pubblica e partecipazione privata si possono trovare le risorse per dare risposte concrete e fare in modo che il futuro sia più sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista sociale. Le città sono le palestre reali di questa sfida e le imprese che si impegnano in questo campo rappresentano una base fondamentale per migliorare la qualità della vita”.
L’esperienza di Roma è stata al centro del confronto con altre amministrazioni locali, in una logica di scambio di buone pratiche e replicabilità del modello. Al dibattito hanno preso parte, tra gli altri, Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico del Comune di Milano, e Carlo Serra, rappresentante del Comune di Cagliari e Andrea Illy, Presidente di illycaffè, insieme a esponenti del mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale.
Proprio Andrea Illy ha sottolineato come “il modello delle Benefit Cities dimostra che quando istituzioni e imprese collaborano, è possibile rigenerare il capitale naturale, migliorare il benessere delle persone e creare valore duraturo per la società” evidenziando il valore sistemico di questa alleanza.
Roma in numeri: l'ecosistema Benefit
• 624 Società Benefit attive nella provincia di Roma (2025)
• +30 % crescita del numero di SB in due anni
• Oltre 300 imprese coinvolte nel programma Roma Impresa Comune
• Più di 100 aziende trasformate in Società Benefit grazie al programma
• Il programma ha contribuito a circa il 30% della crescita totale delle SB tra 2023 e 2025 • 60% microimprese (meno di 10 addetti)
• 12% startup o imprese in fase di costituzione (Benefit “by design”)
• 56% nei servizi, seguite da tecnologia (9%), infrastrutture (8%) e beni di consumo
• Presenza capillare in tutti i municipi, con concentrazione tra centro, EUR e direttrici Tuscolana-Appia
• +14,6 % crescita del fatturato mediano delle Società Benefit vs 5,3 % delle imprese non- benefit nel periodo 2022-2024 (dati Ricerca Nazionale sulle Società Benefit)
• Maggiore occupazione: oltre il 60% delle SB ha aumentato l’organico (dati Ricerca Nazionale sulle Società Benefit)
• Alto livello di soddisfazione delle imprese: 9,6/10 sul percorso Roma Impresa Comune
• Vantaggi concreti per le imprese dalla trasformazione in Società Benefit: Protezione della mission aziendale nel lungo periodo; ufficializzazione di obiettivi di sostenibilità e adozione di una governance innovativa per guidare l'evoluzione dell'impresa; aumento reputazionale, del clima aziendale e dell’attrazione dei talenti; miglioramento dei rapporti con la comunità.
• Impatto sulle aziende partecipanti a Roma Impresa Comune e sul territorio: coinvolgimento dei dipendenti e maggiori opportunità di formazione, perseguimento di certificazioni quali la parità di genere; percezione di maggiore attrattività verso i giovani; riduzione di uso di materie vergini e conseguente riduzione dei costi; progetti di educazione e coinvolgimento dei cittadini; collaborazioni e creazione di una rete tra aziende partecipanti e con aziende già SB; collaborazione delle aziende private in progetti pubblici,; promozione del modello Benefit negli ecosistemi delle aziende partecipanti.
Il Report di Roma Impresa Comune
Scopri il report con tutti i dettagli e gli highlight del programma Roma Impresa Comune qui








