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Olivetti diventa Società Benefit: la visione di Adriano continua

La società del Gruppo TIM, in linea con la filosofia olivettiana, evolve la propria governance e ufficializza il proprio impegno in favore delle persone e dell’ambiente.   “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella […]

La società del Gruppo TIM, in linea con la filosofia olivettiana, evolve la propria governance e ufficializza il proprio impegno in favore delle persone e dell’ambiente.

 

“Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione
anche nella vita di una fabbrica?”
Sono queste le parole con cui Adriano Olivetti inaugurò la fabbrica di Pozzuoli nel 1955. Un discorso iconico e che riassume bene il pensiero dell’uomo che nel 1932 prese la guida dell’azienda di macchine per scrivere e prodotti per ufficio fondata dal padre Camillo, portandola al successo internazionale e rendendo il suo nome sinonimo globale di eccellenza e innovazione.
Un successo generato non solo grazie alle abilità imprenditoriali di Adriano, ma anche da una visione filosofica che modellava ogni aspetto della sua impresa, secondo cui l’economia potesse tendere verso un fine più alto dell’indice del profitto e aprire invece la strada a un cammino di civiltà e di elevazione per tutte e tutti. Un radicale cambiamento di mentalità dunque rispetto al mito del progresso e del profitto a tutti i costi, che ha portato la fabbrica olivettiana a essere uno strumento di crescita del territorio e di miglioramento delle condizioni di vita e di riscatto per tutte le persone che ci lavoravano.
In che modo? In Olivetti i lavoratori ricevevano salari più alti della media. Avevano a disposizione asili per i figli, convenzioni e anche abitazioni vicino alla fabbrica rispettose della bellezza dell’ambiente circostante. L’azienda accoglieva inoltre artisti, scrittori, disegnatori e poeti, poiché la fabbrica non aveva bisogno solo di tecnici ma anche di persone in grado di arricchire il lavoro attraverso la creatività e la sensibilità. Ecco dunque che Adriano scelse di assumere uno storico medievalista come Direttore del Personale e uno scrittore come Direttore Commerciale. E di mettere in campo attività non solo formative, ma anche sociali e culturali per far crescere le persone a livello professionale e personale.
Insomma, non solo una fabbrica di beni, ma anche una fabbrica di bene. Perchè Olivetti era consapevole di come “l’uomo, strappato alla terra e alla natura dalla civiltà delle macchine, ha sofferto nel profondo del suo animo” e che “la spinta per la conquista di beni materiali ha in qualche modo corrotto l’uomo, […] ricco del dono di amare la natura e la vita, che usava contemplare lo scintillio delle stelle e amava il verde degli alberi, amico delle rocce e delle onde”. E dell’impatto positivo che l’azienda era in grado di generare per il proprio ecosistema.

Oggi, a quasi 120 anni dalla nascita, Olivetti è un’azienda specializzata in soluzioni IoT e Big Data che opera nell’ambito di TIM Enterprise. E ha scelto di ampliare il proprio oggetto sociale e diventare Società Benefit, ovvero impresa innovativa che si impegna a operare in modo sostenibile e trasparente nell’interesse della collettività.
Le Società Benefit, che come NATIVA abbiamo contribuito a introdurre in Italia nel 2016, scelgono infatti di perseguire, in aggiunta al profitto, specifiche finalità di beneficio comune, con l’obiettivo di generare valore per i cittadini, le imprese e le realtà produttive del Paese.
L’impegno che Olivetti ufficializza con questo passaggio è quello di contribuire a creare una società digitalizzata sostenibile dove tutti sono responsabili della tutela degli ecosistemi. Un’evoluzione naturale, che fa emergere l’impegno a ottimizzare l’impatto positivo verso i dipendenti, le comunità di riferimento e l’ambiente, che erano propri della visione olivettiana e che costituiscono il DNA dell’impresa.

Un ritorno alle origini che si inserisce in un mutamento in atto più ampio. Sono sempre di più le imprenditrici e gli imprenditori nel mondo che in questi anni, ispirati anche dalla cultura olivettiana, scelgono di saper rispondere alla domanda “Perché la mia azienda esiste?”. Trovando nell’evoluzione in Società Benefit uno strumento utile per ufficializzare questa vocazione, proteggerla nel lungo periodo e partire per un viaggio di evoluzione verso nuovi modelli sostenibili e rigenerativi con le fondamenta solide e una direzione condivisa con gli stakeholder.
Oggi anche Olivetti ha scelto di intraprendere questo percorso. Perché, come diceva Adriano, “senza la prima consapevolezza di questo fine è vano sperare il successo dell’opera che abbiamo intrapresa”.

Le Società Benefit costituiscono una community di aziende orientata all’affermazione e diffusione di un paradigma di business più evoluto e sostenibile, in termini di impatto sia sociale sia ambientale. Olivetti ha deciso di intraprende questo percorso, in cui tutti i dipendenti saranno coinvolti.Quang Ngo Dinh, Amministratore Delegato di Olivetti

Oggi, a 60 anni dal discorso di Adriano Olivetti a Pozzuoli, il concetto di Vocazione è ancora vivo e ispira gli imprenditori e manager che trasformano la propria azienda in Società Benefit, ufficializzandone lo scopo. Siamo felici che un’altra azienda del Gruppo TIM come Olivetti abbia effettuato questo passaggio.Paolo Di Cesare, co-founder di NATIVA

“Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?” Sono queste le parole con cui Adriano Olivetti inaugurò la fabbrica di Pozzuoli nel 1955.
Un radicale cambiamento di mentalità dunque rispetto al mito del progresso e del profitto a tutti i costi, che ha portato la fabbrica olivettiana a essere uno strumento di crescita del territorio e di miglioramento delle condizioni di vita e di riscatto per tutte le persone che ci lavoravano.
Attività non solo formative, ma anche sociali e culturali per far crescere le persone a livello professionale e personale. Insomma, non solo una fabbrica di beni, ma anche una fabbrica di bene.
Oggi, a quasi 120 anni dalla nascita, Olivetti è un’azienda specializzata in soluzioni IoT e Big Data che opera nell’ambito di TIM Enterprise. E ha scelto di ampliare il proprio oggetto sociale e diventare Società Benefit.
L’impegno che Olivetti ufficializza con questo passaggio è quello di contribuire a creare una società digitalizzata sostenibile dove tutti sono responsabili della tutela degli ecosistemi.